Accordo europeo Pechino-Bruxelles: quattordici vini italiani volano in Cina

L’abilità del colosso Cina risiede nella sua bravura a studiare, imparare e riprodurre tutto quello che fa mercato, soldi e successo. La riproduzione, però, rischia di confondere le idee agli acquirenti che magari comprano un abito in perfetto stile italiano fatto in Cina credendolo un made in Italy. O assaggiano una pizza, o un vino prodotto in Cina secondo criteri legali di riproduzione ma li credono eccellenze italiane.  

Si è dovuto così correre ai ripari senza danneggiare gli ottimi rapporti politici e di affari che l’Italia, ma in generale tutta Europa, ha con Pechino e per farlo sono stati istituiti numerosi tavoli di confronto. Oggi la Cina ha accettato di proteggere oltre cento marchi di produzione europea, così da garantirne l’originalità anche se sono venduti sul proprio territorio nazionale. Tra questi prodotti, moltissimi sono quelli italiani.

La Cina riconosce e protegge i vini italiani

Gli ultimi accordi tra Bruxelles e Pechino hanno inserito tra i cento prodotti suddetti anche quattordici vini italiani. La falsificazione delle etichette nostrane è una delle peggiori piaghe del mercato del made in Italy nel mondo. A volte, per dare a questi vini stranieri gli stessi colori e gli aromi di quelli italiani, vengono aggiunte sostanze tutt’altro che benefiche e ciò aggiunge danno al danno. Si potrebbe diffondere la convinzione che i vini italiani fanno male.

La Cina si impegna, con questi accordi, a vigilare fin da dentro il proprio territorio contro la produzione e la diffusione di finti vini made in Italy. Da questo impegno avranno vantaggio molti vini del Veneto, della Sicilia, del Piemonte e ovviamente i vini toscani. Molto importante, per l’economia della Toscana, che tra questi vini protetti ci sia anche il Nobile di Montepulciano.

vini italiani in cina

Il vino Nobile di Montepulciano

Il Nobile di Montepulciano non va confuso con il Montepulciano DOC, che viene dall’Abruzzo. Il vino rosso toscano gode di Denominazione di Origine Controllata Garantita (DOCG) e nasce dall’ottimo territorio della provincia senese, dove appunto sorge il comune di Montepulciano. Una ulteriore differenza tra i due è che il Montepulciano abruzzese prende il nome dal tipo di vitigno da cui deriva, mentre il Nobile di Montepulciano è un clone del Sangiovese Prugnolo Gentile.

In produzione e commercio fin dal lontano XIV secolo (i documenti datano l’anno 1350), il vino Nobile matura per ben due anni, dopo la vendemmia. Di solito viene tenuto a maturare in botti di legno per tutto il tempo, ma può essere sottoposto anche a cambiamenti di recipiente (dopo i primi diciotto mesi in legno, oppure dopo dodici mesi in legno e sei in bottiglia). Il prodotto ha un colore vivo, rosso rubino, che diventa granato quando è più vecchio; il profumo è floreale; il gusto asciutto, intenso con il sapore del legno in lontananza.

Il successo del Nobile di Montepulciano in Cina

L’inserimento di questo vino tra i prodotti europei sotto protezione cinese è un grande successo derivato da un lavoro molto lungo e competente condotto dal consorzio che produce il Nobile di Montepulciano e ne porta anche il nome. Il successo, però, non è solo legato alla abilità dei dialoghi che hanno portato alla sua inclusione, ma anche alla qualità del prodotto.

Il consorzio riunisce un insieme di produttori nel nome e nel risultato dello stesso prodotto. Una sfida che non sempre va a buon fine, che spesso vede nascere dissapori e problemi tra tanti membri, ma che nel caso del vino Nobile ha messo davanti alle esigenze di tutti proprio quelle del prodotto. E il lavoro di squadra ha dato risultati importantissimi. Risultati che oggi saranno diffusi nel mondo, anche con la “benedizione” della Cina.

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