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Un documento catastale
datato 1498 riporta l'elenco dei beni che furono ereditati da Niccolò
Machiavelli e che consistevano in un albergo con loggia, chiamato Albergaccio,
una cantina, posta di fronte a esso, frutteti, oliveti e vigne, chiamate Cafaggio, Fontalla e il Poggio.
Ancora oggi le ultime due vengono coltivate e ne vengono ricavati ottimi vini
che sono distribuiti solo in ristoranti di livello e enoteche.

Attorno al minuscolo borgo si
estendono i vigneti e gli oliveti degli antichi poderi. Ventotto ettari di
vigne, in cultura specializzata producono il famoso chianti classico DOCG e
particolari selezioni di vini bianchi e rossi.
Dodici ettari di oliveto producono il rinomato olio extra vergine di oliva
indispensabile per la cucina dell'Albergaccio specializzata in piatti tipici
molto tradizionali su cui eccelle la carne alla brace fatta sul carbone, cosa
oggi difficilmente trovabile.
La riunione si è svolta con proficui lavori per i
partecipanti e al termine, dopo una visita alla casa dove lo scrittore dette
vita allo scritto più famoso "IL Principe" e alle cantine, la Presidente, i
Fiduciari e i membri dei Comitati di Condotta si sono seduti ai deschi preparati
per loro nella sala dell'odierno ristorante per rifocillarsi con i cibi e i vini
della tradizione GIV. |
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E' qui che la direzione di GIV, proprietaria della Fattoria Machiavelli e
dell'Albergaccio, ci ha ospitato per il nostro Coordinamento con la calorosa
accoglienza di Lucia Migliorini
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