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 13 Marzo 2008
Il gioco del piacere
"I vitigni autoctoni minori di toscana"

Controlla le Condotte partecipanti

E' stata organizzata una degustazione alla cieca alla quale è seguita una cena.
Sono stati assaggiati cinque vini selezionati tra gli autoctoni toscani di qualità

(vitigni: canaiolo, vermentino nero, pugnitello, colorino, malvasia nera)

I partecipanti alla cena hanno stilato una classifica di merito dei 5 vini assaggiati (sulla scheda di votazione  fornita), i voti sono stati poi sommati in una graduatoria regionale, così come avviene per l’ormai collaudato Gioco del Piacere nazionale

Malvasia nera

 

 

 

 

 

 

 


 

 



 

ColorinoNel modulo c'era il regolamento del gioco, le schede di valutazione e le strisce su cui appoggiare i bicchieri con il vino.

C'erano inoltre vari depliant relativi ai vini forniti dalle aziende produttrici che sono stati distribuiti durante le cene.

 


REGOLAMENTO

1)      Iniziare il convivio alle ore 20.00. Vorremmo specificate le caratteristiche del gioco, che non vuole assolutamente stabilire livelli di qualità, già garantiti da tutti e cinque i vini proposti. Deve emergere un giudizio di piacevolezza dei prodotti, espresso in una classifica che assegna diversi punteggi e che può prevedere giudizi di pari merito. La degustazione dovrà avvenire prima dell’inizio della cena.

2)      Le bottiglie di vino devono essere anticipatamente mascherate con l’unica evidenziazione del numero di corrispondenza del prodotto (vedi la scheda di assegnazione del numero ai vini).

3)      Il servizio deve avvenire nei bicchieri consoni sui posabicchieri numerati, in contemporanea per i cinque vini.

4)      Ogni commensale deve avere sin dall’inizio la scheda di giudizio. Valutazioni, comparazioni, giudizi e sentenze sono ammessi nello spirito della convivialità senza alcuna formalità: il nostro è un gioco, non un lavoro.

5)      Si dovrà evitare di lasciare le bottiglie dei vini mascherate sul tavolo dei commensali.

6)      Alle ore 21,00 le schede di valutazione devono essere raccolte procedendo immediatamente al conteggio e stilando la graduatoria del gioco. Seguirà la normale cena.

7)      Nel comunicare i risultati ai commensali, il conduttore svelerà il nome dei vini e le rispettive aziende di produzione.

8)      Dalle 21,15 alle 21,45 la sede regionale telefonerà a tutte le sedi per raccogliere i risultati come da conteggi effettuati

9)      Dalle 22.00 in poi, terminato il conteggio, la sede regionale telefonerà nuovamente per comunicare i risultati, su scala regionale, come da sommatoria dei singoli conteggi.

10)   A questo punto il gioco potrà considerarsi chiuso.

11)   Il conduttore dovrà essere coadiuvato da due testimoni, soci o ristoratori, che non potranno partecipare alla votazione.

 

644 persone, attraverso una cena in contemporanea distribuita su tutto il territorio regionale, hanno scelto il vino “più piacevole”, semplicemente in base al proprio gusto. Non una giuria di tecnici, quindi, ma un pubblico di appassionati e di associati alle condotte Slow Food per assegnare un riconoscimento che è soprattutto un invito a riscoprire i prodotti realizzati con i vitigni autoctoni toscani meno conosciuti al grande pubblico. Cinque vini, cinque vitigni autoctoni che rappresentano la storia enologica toscana ma che soltanto oggi sono riportati al loro autentico valore da aziende coraggiose, capaci di proporre bottiglie anticonformiste rispetto al gusto internazionale

Pugnitello della Società Agricola San Felice di Castelnuovo Società Berardenga (SI) ha totalizzato il maggior numero di voti, a seguire Canaiolo del Castello di Modanella di Serre di Rapolano (SI), Vermentino dell’azienda Agricola Podere Scurtarola di Massa (MS), Colorino della Tenuta Il Corno di San Casciano Val di Pesa  (FI) e, per finire, Malvasia Nera dell’azienda Agricola Tiberio di Terranova Bracciolini (AR).
“E proprio nelle magnifiche sale della Mostra permanente della Fortezza Medicea a Siena – spiega Fabio Carlesi, direttore dell’Ente Vini - che abbiamo proclamato il vino vincitore, dopo aver, naturalmente, contattato tutti i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa e raccolto i risultati”.

“Il successo de “Il Gioco del Piacere” – conclude Giovanna Licheri, presidente Slow Food Toscana - è il risultato dell’ormai collaudata collaborazione tra l’Enoteca Italiana di Siena e Slow Food Toscana”

Lo scopo della iniziativa è stato quello di far conoscere e promuovere i prodotti di eccellenza della Toscana. Attraverso una cena collettiva, i commensali hanno stilato, non in base a criteri prestabiliti ma semplicemente in base al loro gusto, una classifica di merito dei 5 vini assaggiati, molto diversi tra loro e anche di cinque annate diverse dal 2001 al 2006.

 
 
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