formazione

L’educazione alimentare e del gusto una delle linee guida dell’attività di Slow Food. La sfera sensoriale dell’uomo contemporaneo si è notevolmente impoverita. Il tatto, il gusto, l’odorato – ovvero gli strumenti che possono consentirci una conoscenza più profonda, variegata e autentica del mondo che ci sta intorno - hanno subìto una profonda regressione.Le giovani generazioni in particolare rischiano di perdere, insieme ai legami con il territorio e al rapporto con le stagioni, il piacere stesso dell’atto alimentare. Per questo, allenare nuovamente i sensi, riacutizzare la percezione, sono aspetti fondanti della filosofia Slow Food. Da queste considerazioni nasce il progetto di Educazione del Gusto, finalizzato a educare i bambini allo sviluppo della sfera sensoriale, facendo loro comprendere l’importanza dei prodotti alimentari come parte integrante della cultura di una società. Il programma di educazione del gusto di Slow Food adotta un approccio pedagogico svincolato dalla prospettiva nutrizionista e guarda al cibo non solo come nutrimento ma anche come cultura, piacere, convivialità, in altre parole, come mediatore di valori e atteggiamenti, veicolo di relazioni, catalizzatore di emozioni. Le prime iniziative in ambito didattico sono state pensate per insegnanti. Ma è a partire dal 2000 - dopo il riconoscimento da parte del Ministero della Pubblica Istruzione di Slow Food Italia come soggetto autorizzato alla formazione del personale docente nel settore dell’educazione alimentare e sensoriale - che l'impegno è diventato continuativo e sistematico, con l’organizzazione di veri e propri corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. Ad oggi sono oltre 15.000 gli insegnanti che hanno partecipato ai corsi organizzati da Slow Food.
Sempre in ambito scolastico, nasce nel 2001 dall’impegno dei Convivium di Slow Food Usa il primo progetto nazionale legato agli School Gardens: alcuni soci statunitensi creano in prossimità degli edifici scolastici veri e propri orti, dove i ragazzi possano coltivare il proprio cibo, sviluppare la manualità e stimolare i sensi. Il successo di questa iniziativa fa sì che nel 2003 il Congresso internazionale di Slow Food stabilisca che ogni Convivium, ovvero le sedi locali dell’associazione nel mondo, debba lavorare per progettare l’avvio di School Gardens, dando ulteriore sbocco concreto alla missione educativa di Slow Food. Nel 2006, in occasione del congresso nazionale di Slow Food Italia, l’orto scolastico viene ribattezzato Orto in Condotta.
L’Orto in Condotta si rifà ai tre principi cardine della filosofia dell’associazione: buono, pulito e giusto. Buono, perché attraverso i laboratori di educazione sensoriale, allena ragazzi e genitori a distinguere i cibi sulla base della qualità organolettica. Pulito, perché i ragazzi imparano a utilizzare metodi produttivi biologici, a ricercare e salvaguardare i semi di varietà orticole della tradizione locale, a considerare come prioritaria la riduzione delle miglia alimentari, ricercando cibo del territorio. Giusto, perché promuove la trasmissione dei saperi fra generazioni, valorizzando il ruolo sociale di persone anziane e volontari e la collaborazione fra realtà e Paesi diversi, attraverso il gemellaggio anche con il Sud del Mondo. Oggi il numero degli orti scolastici sta crescendo rapidamente in tutto il mondo: sono oltre 300 quelli attivi in Italia e più di 100 nel resto del mondo.
L’11 novembre di ogni anno, in occasione dell’estate di San Martino, Slow Food festeggia, con la fine dell’anno agricolo, l'Orto in Condotta. L’intento educativo negli anni ha accompagnato anche tutti gli eventi organizzati da Slow Food per far conoscere il patrimonio dell’agroalimentare di qualità in Italia e nel mondo. A fianco degli spazi destinati al mercato e ai convegni, grande attenzione è sempre rivolta alla costruzione di percorsi specifici dedicati ai più giovani e alle scolaresche.
Una delle proposte educative vincenti degli eventi è rappresentata dai Laboratori del Gusto: formula a marchio registrato, inaugurata al Vinitaly di Verona nel 1994, e diventata l’elemento caratterizzante di tutte le manifestazioni targate Slow Food.
Il suo successo dimostra che essi raccolgono esigenze profonde del consumatore contemporaneo: il desiderio dell’approccio diretto, dell’assaggio in degustazione guidata, quindi il recupero della sensorialità, l’avvicinamento al cibo come divertimento e atto gratificante, l’appagamento della curiosità nei confronti di cibi a volte rari e preziosi, unito alla gratificazione intellettuale di conoscerne la storia e le particolarità. Esempio concreto di percorso educativo innovativo e originale, basato sul risveglio e l’allenamento dei sensi, sull’apprendimento di tecniche produttive del cibo e sulla degustazione come esperienza formativa è certamente il progetto Master of Food: un completo programma di studio in ambito agroalimentare.
Oggi, a distanza di 10 anni dall'avvio e con più di 3.000 corsi all'attivo, il progetto si sta rinnovando e, pur mantenendo il proprio compito di alfabetizzazione alimentare e di valorizzazione del piacere del cibo e del convivio, si propone di promuovere comportamenti di acquisto e consumo più responsabili e di introdurre una didattica maggiormente partecipata. In questa nuova stagione i Master si spostano nei luoghi di produzione, trasformazione e vendita del cibo.
Degustazioni, preparazioni, simulazioni e confronti diventano cardini fondamentali delle lezioni, permettendo così ai partecipanti di apprendere attraverso le fondamentali esperienze del saper fare e del saper scegliere. I nuovi corsi sono articolati in tre sezioni: I Classici: un percorso di preparazione di base all’educazione alimentare per esplorare i temi del vino, dell'educazione sensoriale, del formaggio, della birra, dell'olio, delle tecniche di cucina e dei salumi, dando una lettura sempre più ampia e complessa del sistema cibo sia dal punto di vista produttivo sia distributivo. A lezione di buono, pulito e giusto: corsi della durata di 2-3 incontri ciascuno, sulle principali categorie alimentari della nostra dieta: spesa, spesa: ortofrutta, pesce, cereali e pane, pasta e riso, orticoltura, carne e mieli, in cui stimolare riflessioni sui comportamenti quotidiani in tema di scelte alimentari. Una tira l’altra: singoli incontri a tema per stuzzicare la voglia di saperne di più, partendo dall’esperienza dei sensi e dal saper fare: caffè, tè, distillati, cioccolato, pasticceria, funghi e tartufi, spezie, erbe aromatiche, aceti, cucine etniche.
I corsi Master of Food sono organizzati dalle Condotte, le sedi locali dell’associazione, presenti in tutta Italia e sono rivolti ai soci Slow Food. Il Master of Food è anche un progetto formativo rivolto a tutti gli enti e le aziende interessati a proporre ai propri dipendenti, clienti, associati corsi nell’ambito dell’educazione alimentare e del gusto: contattando l’ufficio Master of Food è possibile progettare attività formative ad hoc.