slow fish

Un appuntamento biennale a Genova, la fiera della pesca sostenibile. Il nostro movimento è stato precursore nel sensibilizzare il pubblico alle tematiche del pesce sostenibile nel mondo mediterraneo. Per questa ragione ha già realizzato varie edizioni di Slow Fish. Unico nel suo genere, l’evento è organizzato ogni due anni a Genova e raduna più di 50.000 visitatori. L’obiettivo è promuovere le buone pratiche per un consumo responsabile e da buongustai dei prodotti del mare e dell’acqua dolce. Slow Fish rappresenta concretamente la possibilità di incontrare comunità di pescatori e pescivendoli che ci forniscono pesce buono, pulito e giusto, di partecipare a seminari e laboratori che offrono moltissime informazioni interessanti e suggestive sulla pesca e l’acquacoltura artigianali, di degustare prodotti del mare di qualità eccellente, di partecipare ai Laboratori del Gusto per piccoli e grandi, ai Corsi su come cucinare al meglio il pesce sostenibile, soprattutto le specie neglette. Una campagna di informazione su cosa significa concretamente pesce buono pulito e giusto nel Mediterraneo e consigli d’acquisto, con Film e mostre. Testimoniano il richiamo dell’evento i centinaia di articoli apparsi sulla stampa di decine di paesi in tutto il mondo. Nelle ultime edizioni di Slow Fish sono state organizzate attività sul pesce sostenibile destinate appositamente ai bambini. Attraverso vari laboratori i giovani consumatori curiosi e sensibili hanno compreso più a fondo il mondo della pesca, ma soprattutto si sono avvicinati (le mani nel piatto!) alle specie neglette, come il sugarello e la menola. Dalla preparazione alla degustazione, i bambini hanno conosciuto meglio questo cibo squisito, con cui spesso hanno poca confidenza. Grazie a Slow Fish alcuni alunni hanno partecipato a un laboratorio didattico su un peschereccio-industria: un’esperienza straordinaria. Sono stati utilizzati strumenti didattici come fumetti, giochi, e anche un piccolo grembiule da cucina che rappresentava in scala reale la taglia minima dei pesci e ne indicava la stagione. Durante l’edizione di Slow Fish 2009, Slow Food ha presentato Mangiamoli Giusti, una guida pratica per il consumatore del Mediterraneo che si vuole avvicinare alla tematica del consumo di pesce sostenibile, e una sua versione ludica e didattica chiamata Lisca della spesa per i bambini.

La Toscana a Slow Fish - Il contributo del movimento Slow Food in Toscana all’evento di Genova è sempre stato importante. Fin dalla prima edizione, imperniata sull’area mercato del pesce fresco in banchina, sulle bancarelle dei Presìdi del mare e sui seminari sui problemi del mare, le nostre eccellenze hanno contribuito a promuovere questo nuovo modo di affrontare i temi del mare e della pesca. Sin dalla prima edizione, la delegazione della Toscana ha sempre sostenuto i due Presìdi del mare: la Bottarga di Orbetello e la Palamita del Mare di Toscana; successivamente si sono aggiunti altri buoni esempi di produzione di eccellenza della pesca e dell’acquacoltura, e poi, nelle ultime edizioni, sotto il coordinamento di Slow Food Toscana, la partecipazione si è concretizzata anche in una ‘osteria del mare’ attiva all’interno della fiera. Dall’edizione del 2009 è stato presentato il progetto Un arcipelago di Isole Slow, con una programmazione di attività imperniata sulla nuova progettualità associativa regionale sui territori insulari minori, che da quel momento ha caratterizzato le azioni sul mare e sulle produzioni ittiche, contribuendo alla nascita della Rete delle Isole Slow.

cioccolosità

Un incontro per valorizzare il cioccolato di alta qualità artigianale, con una selezione dei migliori artigiani che rappresentino le diverse regioni, le diverse “scuole” e tradizioni sia italiane che dal resto del mondo. Tutto questo è Cioccolosità, la mostra mercato nazionale del cioccolato artigianale di qualità, svoltsi dal 4 al 6 febbraio 2011 a Monsummano Terme. In ogni edizione dell’evento, fra gli obiettivi è sempre rientrato il coinvolgimento dei giovani e dei giovanissimi in un vero e proprio percorso di “educazione del gusto”. Un laboratorio che ha come obiettivo l’ accrescere la consapevolezza delle caratteristiche di questo prodotto, della sua storia, delle sue trasformazioni dalla coltivazione del cacao alla nostra tavola. Cioccolosità favorisce nel nostro territorio l’affermarsi della necessità di una relazione più diretta e trasparente fra coltivatori del cacao, artigiani cioccolatieri e consumatori per perseguire, anche in questo settore la diffusione di un prodotto “buono, pulito e giusto”. Nell’intervallo fra le edizioni di cadenza biennale, il Comune di Monsummano Terme insieme alla Condotta Slow Food Val di Nievole e Slow Food Toscana hanno deciso di inserire un ulteriore momento di riflessione e di approfondimento che si focalizzasse sull’aspetto educativo del progetto. Per questo pochi mesi prima dell’edizione canonica si è tenuto l’evento preliminare e propedeutico ‘Aspettando Cioccolosità’: due giorni di cene, dibattiti, ma anche incontri con i bambini delle scuole elementari di Monsummano. Ma Cioccolosità non è solo incontri e degustazioni. Nell’ultima edizione è stato offerta la rappresentazione in prima nazionale, presso il teatro Yves Montand, de ‘Il cioccolato: diario di un lungo viaggio’, uno spettacolo prodotto dal Comune di Monsummano Terme, tratto dall’omonimo libro edito da Slow Food. Per avere un impatto sempre maggiore sul territorio il Comune di Monsummano Terme, Slow Food Val di Nievole e Slow Food Toscana hanno firmato un protocollo operativo per il progetto Cioccolosità.

150° unità d'italia

Qual è stato il contributo della Toscana nella nascita della nazione Italia? Come ha aiutato a creare un'identità sociale ma anche alimentare, culturale? «I fondamenti del cibo sono i fondamenti della vita, che la scienza e la storia del cibo sono la storia dell’umanità» ha detto Carlo Petrini, presidente internazionale e fondatore di Slow Food. Da queste domande e suggestioni nasce la volontà da parte di Slow Food Toscana di sviluppare un progetto per i 150 anni dall'Unità d'Italia. Un progetto che nasce anche dall’incontro di Slow Food Toscana con il Barone Alessandro De Renzis Sonnino proprietario del Castello Sonnino a Montespertoli, luogo di produzione di vino ed olio di qualità dalla metà dell’800 fino ad oggi. Ma non solo, il Castello ospita al suo interno l’archivio personale e il fondo librario dello statista Sidney Sonnino, già primo ministro italiano e firmatario del Patto di Londra, oltre a fondi archivistici aggregati relativi all’attività di fattoria che testimoniano la politica agricola e la cultura contadina del territorio. I materiali dell’archivio possono così essere divulgati e valorizzati, visto il loro estremo valore, sia per ricostruire la vicenda politica mondiale dagli anni sessanta dell’Ottocento alla fine della prima guerra mondiale, sia per lo studio della politica interna dell’Italia liberale. Si tratta dunque di un luogo che offre la possibilità di sviluppare un discorso trasversale di forte interesse tra storia risorgimentale, cultura agricola e società. E proprio intorno al Castello Sonnino e ai suoi archivi si è sviluppata la proposta di Slow Food Toscana, attraverso una serie di iniziative che hanno fatto emergere il modello toscano, in campo agricolo e alimentare, mostrando come questo abbia segnato l’identità di un popolo e della nazione Italia. Dalla cultura alimentare emerge uno spaccato sulla società italiana di ampio respiro e interesse, che tocca la lingua, le tradizioni, le arti, in generale la società. Lo spirito e la filosofia del progetto rispecchiano l’orientamento e l’impegno che Slow Food ha assunto e continua ad assumere nelle scelte progettuali passate e presenti, come Terra Madre o Il granaio della memoria. Un progetto ampio e inclusivo che coinvolge altre realtà. Non solo Firenze infatti, ma anche le colline senesi, il Chianti, la provincia di Pisa con il territorio di San Miniato. Luoghi per un unico grande lavoro di conoscenza e riscoperta del valore, storico e culturale della nostra terra. Siena, Firenze e Pisa unite da una serie di iniziative che parlano del passato, del presente e del futuro, che vanno dalle mostre, alle cene tematiche e storiche, incontri e dibattiti, laboratori del gusto, rappresentazioni teatrali a cura di Ugo Chiti e musica con “l’archeologo della canzone” Riccardo Marasco. Con noi anche il Professore Pier Luigi Ballini, presidente del Centro Studi Sidney Sonnino, il Professore Zeffiro Ciuffoletti, docente di storia del Risorgimento presso l’Università di Firenze, il Professore Pietro Clemente, docente di Antropologia culturale nella facoltà di Lettere dell'Università di Firenze, il Professore Massimo Vedovelli, linguista e Rettore dell'Università per Stranieri di Siena.

Gusto pulito

Il Progetto è nato dalla collaborazione tra Slow Food Toscana e CoSviG, il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, per la valorizzazione dell’area e dei prodotti delle aziende agroalimentari che utilizzano energia rinnovabile. Il Progetto, fin dalla sua fase preliminare, prevede la promozione di un’attività di confronto e di divulgazione sui temi energetici, sollecitati anche dai Comitati spontanei sorti nei vari territori, in particolare quelli amiatini, a favore della stessa associazione, dei giovani e delle scuole. Inoltre esso è fondamentale impegno per valorizzare certi prodotti dell’area geotermica, agevolando anche le attività conviviali e degustative dedicate alla produzione territoriale. Il Progetto si articola su diversi aspetti:

Incontri nelle scuole sui temi energetici e fonti rinnovabili - Si tratta di un nuovo versante di impegno, che rientra in quello educativo in generale promosso dalla nostra associazione. Sono incontri di tipo sperimentale, in scuole medie inferiori e superiori, atti anche a valutare le modalità con cui promuovere nelle edizioni successive un programma sempre più di vasto raggio;

Gite nell’area geotermica da parte delle scuole già impegnate con progetti di Orti in Condotta. Attività che interessano alcune classi di scolaresche, per portare avanti le esperienze effettuate con gli orti scolastici, traendo spunti dalle visite alle aziende che producono con energia rinnovabile, dislocate tra i soffioni di Larderello e i paesaggi affascinanti del Parco naturalistico “Le Biancane”.

Pranzi e le cene tematici. incontri a tavola, preceduti da escursioni mirate sul territorio, dedicate a tematiche botanico-naturalistiche (nell’ultima edizione sono stati proposti approfondimenti sulle erbe spontanee commestibili, grazie alla collaborazione con la Condotta Slow Food San Gimignano e Alta Valdelsa, e sul Fungo Prugnolo, grazie alla collaborazione della Condotta Slow Food del Monteregio.

Il Progetto dedica una attenzione particolare alla valorizzazione della Comunità del cibo delle energie rinnovabili, a partire dall’area interessata e dalle Condotte di riferimento, sensibilizzando l’associazione all’argomento, mediante l’attivazione di alcuni eventi dedicati:

- le attività conviviali alla presenza dei protagonisti delle varie esperienze nelle località delle tre provincie interessate, Grosseto, Pisa e Siena, sulle quali insiste l’area geotermica;

- le gite dei Soci Slow Food per approfondire la conoscenza delle realtà territoriali e delle loro produzioni;

- i seminari di informazione e approfondimento sulle energie rinnovabili e sulla geotermia in particolare, rivolti a Soci e interessati, grazie alla collaborazione con il CITT, il Centro per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, di Monterotondo.

slow folk

Nel 2008 a Torino nasceva il Progetto Suoni di Terra Madre «Tutto è coinvolto del mondo di Terra Madre, dai gesti tattili ai riti orali, con questi ultimi a fare ormai da flebile collante al sopravvivere delle comunità locali. La musica, e con essa il teatro di strada, le veglie, i momenti della festa laica e religiosa, ha sempre intrecciato i suoi spazi alle “stagioni” delle campagne: i canti, le ghironde, i tamburelli si legavano alla terra e al cibo che essa produce come naturale continuazione o, meglio, come parte del tutto. La musica era parte viva: guariva, placava, rabboniva, faceva star bene come un buon cibo e serviva soprattutto a fraternizzare e a sentirsi parte di una comunità». Nel 2009 e 2010 Slow Food Toscana, con la collaborazione dell’Istituto “Ernesto de Martino” di Sesto Fiorentino (FI), della Condotta Slow Food Scandicci e del Bistrot del Mondo al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci (FI), ha promosso e approfondito il Progetto Slow Folk come appuntamento con cadenza annuale, riproposto con convegni, concerti, momenti conviviali, ospitando in ogni edizione testimoni di Paesi e regioni stranieri, come l’Irlanda, la Francia meridionale, la Macedonia, con le proprie musiche popolari e tradizioni culinarie. Dal 2011, con Slow Folk – suoni di TerraMadre, l’evento dalla sede originaria è stato esteso ad altri territori sensibili al tema, come la Lunigiana, nell’ottica di sollecitare altre realtà, dalle Condotte Slow Food ai gruppi di ricerca sulla musica popolare, a collegarsi in un progetto complessivo rivolto alla creazione di momenti dedicati alla musica popolare nei diversi territori toscani.

medievalis

Si tratta di un evento organizzato già da alcuni anni, durante l’estate a Pontremoli (MS), che intende rievocare la concessione di libero comune alla cittadina della Lunigiana, avvenuta nel 1226 da parte di Federico II. All’interno della Festa, la Condotta Slow Food Lunigiana-Apuana si è ritagliata con successo un proprio spazio: il “Villaggio del Gusto”, che nel parco della Torre, ospita ogni sera gli amanti della cucina e delle tradizioni di questa terra, come la ‘cottura nei testi’, usati anche per cucinare produzioni locali come l’agnello di Zeri, Presidio Slow Food, oppure la torta d’erbi, i ripieni, la pattona e le verdure con i porcini, e ovviamente il testarolo, una speciale preparazione di pane azzimo fatto con farina di grano, acqua tiepida e sale, anche questo Presidio Slow Food, protagonista di una specifica Scuola di cottura nei testi, nella quale i produttori di testarolo si sono accordati con i produttori di Zeri per creare una filiera totalmente locale, utilizzando la farina di un grano autoctono, il ventitrè, un grano rustico che si presta a diverse cotture.

Fagiolìadi

I fagioli possono essere considerati un prodotto simbolo del territorio della Lucchesia, non tanto per gli attuali volumi produttivi quanto per come sono radicati nella tradizione agricola e culinaria del territorio stesso. Un recente studio realizzato da ARSIA-Regione Toscana (I fagioli della Lucchesia, 2008) ha contato quasi una ventina di varietà autoctone distribuite nelle tre zone della provincia (Piana di Lucca, Versilia, Media Valle del Serchio-Garfagnana): segno evidente dell’importanza dei legumi (in particolare dei fagioli) nell’alimentazione quotidiana, nei decenni precedenti il “miracolo economico”, da parte della popolazione locale, non soltanto contadina. Il progetti Slow Food, l’Arca prima e i Presìdi poi, hanno consentito un grande lavoro di salvaguardia e valorizzazione delle varietà autoctone e in forza di questo siamo oggi in grado di proporre un’ampia gamma di legumi “recuperati” e di produttori motivati che tornano a coltivare e commercializzare legumi di ogni tipo, ricostituendo un tessuto di biodiversità che andava lentamente scomparendo. La Condotta Slow Food Lucca e Compitese e Orti Lucchesi, nel 2010 ha voluto porre l’accento sull’importanza di questo alimento, che per tanto tempo ha fornito le proteine in sostituzione della carne. Lo ha fatto con un evento che ha avuto un grande successo, tanto da convincere a farlo crescere, dandogli una dimensione almeno regionale, facendogli fare un salto di qualità, a livello di contenuti e di comunicazione. Nel’evento Fagioliadi, i legumi di tutta Italia e di altri Paesi europei saranno esposti, venduti, cucinati, degustati, se ne valuterà il valore energetico, dietetico, se ne approfondirà la conoscenza, la storia, la presenza nella tradizione orale, sarà pretesto di satira. L’appuntamento settembrino a Capannori (LU), diventerà il punto di riferimento per tutti gli appassionati di questo alimento e per chi è attento alla valorizzazione dei prodotti tipici, anche a rischio estinzione, al valore culturale e umano della convivialità. Capannori, il più esteso comune agricolo d’Italia, con le sue magnifiche ville ai piedi delle colline lucchesi, dove si producono olio e vino di grandissima qualità, minacciato da un’intensa industrializzazione dei settori cartario e calzaturiero, ospita infatti questo evento nel nome della sostenibilità già a partire dalle strutture espositive: banchi, tavoli, sedie, quasi a voler riparare ai guasti dell’eccessiva industrializzazione, sono realizzati da un team di architetti riciclando gli scarti delle cartiere. Esaurienti le attività proposte, tra degustazione e vendita dei legumi, competizioni con giurie popolari e tecniche tra piatti di legumi, ristorazione dedicata con enoteca e elaioteca per approfondire la conoscenza dei vini e degli oli, convegno tematici, mostre e esposizioni.

vini naturali

La Condotta Slow Food Scandicci, già dal dicembre 2002, in collaborazione con le Università di Firenze e di Montpellier, ha affrontato le tematiche sui ‘vini naturali’, grazie alla promozione di un primo Convegno sul “Valore e funzione dei vitigni autoctoni e tradizionali”, argomenti che in quel momento venivano affrontati da pochi, come trascurabili erano le produzioni di vino da vitigni autoctoni. Oggi l’argomento è diventato patrimonio comune, tra effettivo interesse e mode voluttuarie. Nel dicembre 2009, grazie all’evento ‘Vignerons d’Europe’, vignaioli provenienti da tutta Europa si sono incontrati in Toscana per discutere di sostenibilità ambientale, sociale ed economica della vitivinicoltura e della qualità della produzione enologica europea, poi nel 2010 è uscita la prima edizione della Guida Slow Wine, che ha modificato sensibilmente l’approccio al mondo del vino. Oggi, con il Progetto sui Vini Naturali, la Condotta Slow Food Scandicci si fa promotrice di una iniziativa sui vini naturali, per dare voce a quei produttori che scelgono di rispettare l’ambiente e di privilegiare il lavoro in vigna rispetto a quello svolto in cantina, dando ampio risalto ai vini biologici, biodinamici, ai piccoli produttori. 

il giusto gusto

Si tratta di un evento con cadenza biennale che porta nella nostra regione Comunità del Cibo provenienti da ogni parte del mondo. Nato insieme a Terra Madre, iniziativa che a Torino nel 2004 aveva riunito agricoltori, allevatori, produttori, ha come obiettivo principale a livello locale come nazionale il dare voce e visibilità alle Comunità del Cibo e al loro lavoro quotidiano sul territorio. Per aumentare, nelle comunità dei produttori e nell’opinione pubblica, la consapevolezza di quanto è prezioso il loro lavoro e per dare ai produttori qualche arma in più per continuare a lavorare in condizioni migliori.